Dubai e il lusso del mistero

A quanti di noi piacerebbe essere in un lussuoso Hotel di Jumeirah Beach a rilassarci in una piscina, osservando come a parte l’opulenza ci sia ben poco da conoscere; e questo lusso in cui noi occidentali ci immergiamo per pochi giorni di vacanza, sembra chiamarci e dirci “c’è posto anche per te”. Tutti sogniamo una vita piena di divertimenti , in un posto da favola che fino ad ora sembravano aver letto solo nei romanzi di fantascienza. Eppure Dubai è un po’ come il tesoro che appare nei film, privo di insidie e fatiche per raggiungerlo, in cui apparentemente basterebbe “prenderlo” e portarlo a casa, con l’unico particolare che il tesoro è spesso protetto da trappole che linciano e uccidono i più impetuosi. 

La terra promessa in mezzo ad un deserto dorato nasconde un lato oscuro e se è vero che molti non la conoscono, altri ne hanno fatto un’esperienza diretta. Dubai ha un tasso di immigrazione altissimo, che sfocia nello sfruttamento della manodopera sottopagata. Se siete stati a Dubai vi sarete anche chiesti come mai ci sono solo ricchi? Beh, la parte povera lavora ore ed ore addirittura con tariffe di € 2,00 all’ora e da qui quell’incredibile velocità di costruire qualsiasi cosa in così poco tempo. I migranti non hanno scelta o accettano le condizioni di lavoro offerte o non hanno possibilità di rientro. 

Dubai significa soldi e fare soldi in questo “paradiso” non è così scontato. Di certo il terreno di possibilità è molto rigoglioso e le Corporate sono sempre alla ricerca di nuove leve, se non fosse che metà delle società attualmente operative a Dubai sono aziende occidentali e nessuna di queste ti darà la certezza di guadagnare ventimila euro al mese solamente perché ti trovi in una delle città più ricche del mondo. Ricordo un’intervista molto interessante in cui un ragazzo, trasferitosi a Dubai, raccontava di quante persone una volta giunte nella capitale perdevano letteralmente la testa e abbandonandosi ai vizi più vari finivano con il terminare i soldi, costretti a dover tornare nella loro terra natale. E’ la terra delle tentazioni che non risparmia nessuno: ci vuole cervello per vivere qui e probabilmente la vita che ti saresti aspettato di condurre subirà una piega.

Politicamente gli Emirati Arabi hanno rapporti politici con la Francia ma non si sentono mai nominati in nessun conflitto o dentro nessuna conferenza. Risulterebbero avere un ruolo minore nel panorama internazionale se non fosse per il petrolio, che gli permette di tenere in mano mezzo mondo e garantisce loro una protezione e un rispetto eterno; d’altronde i ricchi diventeranno più ricchi e ce ne stiamo accorgendo dai prezzi che troviamo sopra ai totem dei distributori. 

Un paradiso per fare affari ed esportare il proprio business, società Offshore che offrono servizi di trasferimento illegale di denaro attraverso finte società costruite ad hoc per questo scopo. Ma è dal lontano 2015 che non si vede e sente un servizio su questo tema, se non qualche sporadico tentativo di riportare la notizia. La solita contraddizione di questi paesi: una grande libertà finanziaria – anche oltre alle norme consentite – ma se commetti un reato di natura minore rischi grosso e senza alcuno sconto di pena fisica.

I contenuti da approfondire sono davvero tanti, ma non vi abbandoneremo e continueremo ad entrare in questa città e in questo stato pieno di contraddizioni.

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Arienti Stefano

Arienti Stefano

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