I costi dell’oro in Brasile

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L’oro da sempre è ritenuto un “bene rifugio” su cui investire. Ha una storia di estrazione e di reperimento oscura che, ad oggi, nasconde le ombre di uno sfruttamento umano e ambientale.

Prendiamo un volo verso il Brasile, immergendosi all’interno di un mondo che non é esattamente la raffigurazione del carnevale di Rio: nelle foreste brasiliane l’estrazione illegale di oro dilaga da parecchi anni costringendo le popolazioni indigene locali ad accettare di condurre questa pratica rischiosa.

 

Seppur lo Stato centrale brasiliano sembri utilizzare una linea interventista per debellare questo problema, le risposte che si ottengono dai lavoratori trovati in loco sono parziali ed inutili ai fini della lotta contro i trafficanti. L’oro estratto in queste foreste provoca la distruzione della natura circostante ed un impatto negativo sull’ecosistema della zona. Il problema della deforestazione riguarda tutto il paese: il Brasile ha avuto uno dei tassi maggiori nel mondo rispetto a questa pratica, provocando un aumento quantitativo dell’effetto serra, perdita di biodiversità e un relativo sguardo degli osservatori del mondo che non sembrano aver gradito questa deforestazione brasiliana. 

 

Le deforestazioni hanno come causa la necessità di creare più spazi per allevamenti intensivi di prodotti come, ad esempio, la soia. Ma se in questo caso la natura viene distrutta per l’estrazione dell’oro potremmo pensare che in qualche modo venga legittimata maggiormente la deforestazione? 

L’80% delle esportazioni Brasiliane sono in oro: è facile dedurre come questo bene prezioso sia la punta di un’economia che vive grazie a questo patrimonio e risulta ovvio come lo Stato brasiliano tenga a questo bene.

Quando si parla di traffici illegali è automatico pensare che dei gruppi sociali più deboli vengano sfruttati per eseguire il lavoro sporco. Le popolazioni che vivono vicino a questi giacimenti sono il campo di reclutamento per trovare minatori, uomini costretti a lavorare incessantemente e senza la minima condizione umana.

Sono state rilevate tracce di mercurio in molti abitanti di queste terre: nei bambini, nei ragazzi,  negli adulti senza sconto per nessuno; i debiti per chi vive nelle foreste brasiliane sono cari da pagare.

 

Noi, in tutto ciò, continuiamo ad assistere ad un commercio di oro sfrenato e un continuo non chiedersi da dove arrivi questa materia prima. Basti pensare che il Brasile ha così tanto oro che viene utilizzato come moneta di scambio per prodotti. Nelle aree adiacenti a quelle di estrazione, una bibita viene acquistata con un grammo d’oro come se fosse una moneta da 2 euro. Il prezzo dell’oro al grammo si aggira intorno ai 60 dollari: attualmente, ciò che per noi è considerato un materiale esclusivo e perciò per pochi, in queste aree viene usato comodamente come moneta. 

 

Lascia perplessi quanto sia difficile fermare questo traffico ed individuare i trafficanti che lo governano. Rimaniamo spettatori di una doppia depravazione, quella ambientale e quella umana, silente davanti agli occhi del mondo.

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Arienti Stefano

Arienti Stefano

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