L’espulsione russa dallo Swift

La necessità di adeguate e forti sanzioni da imporre alla Russia è, ormai, un dato di fatto, un’urgenza condivisa da tutti gli Stati occidentali. Il problema rimane, ovviamente, capire quali, in che ambiti e a chi imporre queste restrizioni: Economia? Politica? Militare? Tutta la popolazione o attraverso operazioni specifiche e mirate? Sul tavolo delle trattative ha assunto un peso significativo il sistema finanziario, l’obiettivo di colpire molte banche russe e rendere ingestibile la situazione economica interna la Federazione: Stati Uniti, Francia, Canada, Italia, Gran Bretagna, Germania e la Commissione Europea hanno annunciato l’esclusione di istituzioni finanziarie russe dalla rete di comunicazioni bancarie Swift.

Swift è l’arma nucleare finanziaria”, secondo il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, acronimo per “Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications”, una piattaforma di messaggistica belga che connette migliaia di istituzioni finanziarie di tutto il mondo per trasferimenti di denaro. Tecnicamente, su Swift viaggiano i messaggi necessari con le istruzioni necessarie per trasferire i fondi di denaro, in particolare un codice di 8-11 caratteri che rendono sicuri gli scambi tra banche (più comunemente chiamato “Iban”). Sono 11.000 i partecipanti a Swift, in oltre 200 Paesi del mondo, principalmente banche ma anche società di investimento e altre grandi aziende.

Questa restrizione andrà a colpire la Banca centrale russa e gli oligarchi associati al presidente Vladimir Putin, escludendoli dai flussi finanziari internazionali e limitando fortemente le loro attività globali. Lo scopo è quindi quello di isolare la Russia, in primis finanziariamente e, di conseguenza, andando a colpire anche i suoi mercati e il rublo, la sua moneta. L’esclusione è vista come la risposta di più vasta portata alla guerra di Putin contro l’Ucraina, comportando una grave riduzione del commercio tra la Federazione e l’Occidente. I continui attacchi a Kiev e alle altre città ucraine non possono per la Commissione europea rimanere non sanzionati, in un contesto in cui l’UE è determinata a “imporre un alto prezzo per questa aggressione e ad isolare ulteriormente il Paese dal sistema finanziario internazionale ed economico”, prendendo a prestito le recenti parole di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE. 

La dura decisione e le stesse dure parole della von der Leyen preoccupano molti, soprattutto il mondo dell’economia europea. Sono addirittura 600 miliardi di euro di riserve valutarie della Banca Centrale quelli che questa operazione andrebbe a bloccare a Putin: molti investitori dovranno fare i conti con una possibile iper-inflazione monetaria e una fluttuazione dei prezzi, mentre molte aziende straniere dovranno smettere di dipendere dall’import e dall’export dei prodotti russi. Per quanto riguarda solo l’Italia, l’esclusione russa dallo Swift vorrebbe dire non poter più per il petrolio, per il mercato agroalimentare e, soprattutto, per il gas, che occupa il 40% del totale consumato dalla nostra penisola. 

L’Italia, come anche la Germania, potrebbe ritrovarsi in una situazione di forte instabilità economica, con la BCE che, seppur pronta a fare la sua parte, non riuscirebbe a colmare la distruzione di una parte considerevole del sistema industriale. La crisi economica che potrebbe susseguirsi in tutto l’Occidente avrebbe ovviamente conseguenze anche in termini di coesione tra Paesi membri: se già autotrasportatori protestano e alcuni principali produttori di pasta sospendono la produzione prima dell’esclusione dallo Swift, possiamo solo immaginare cosa accadrà con la limitazione di gas, grano e fertilizzante. 

In tutto ciò, anche la Russia sembra prepararsi al peggio: ha, infatti, iniziato a sviluppare un nuovo sistema di messaggistica nazionale chiamato SPFS (“sistema di trasferimento di messaggi finanziari”), in sostituzione allo Swift e che ha già catturato il 20% delle transazioni nazionali, consentendo già scambi con paesi satellite ed ex membri dell’URSS; di fianco, altri lavori stanno tentando di rendere questa nuova rete compatibile con i sistemi di India, Iran e Cina, andando quindi a combattere la concorrenza di Swift.  

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Arienti Stefano

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