“Ciao mondo! Tweet Breve. Progresso monumentale”

Hai mai sentito la frase: “un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”? Queste parole riassumono alla perfezione ciò che è accaduto il 23 dicembre 2021 quando Philip O’Keefe, un signore proveniente dall’Australia, ha postato il suo primo messaggio su Twitter utilizzando “il pensiero”.

Philip O’Keefe è un sessantaduenne proveniente dall’Australia e soffre di Sclerosi laterale amiotrofica, comunemente detta SLA, una malattia neurodegenerativa dell’età adulta che porta alla paralisi dei muscoli volontari con conseguente impossibilità di movimento e forti dolori. Tuttavia, il 23 dicembre dello scorso anno, a fronte di questa orribile patologia, quest’uomo è riuscito a scrivere su Twitter: “hello, world! Short tweet. Monumental progress.”, ovvero “ciao mondo! Tweet Breve. Progresso monumentale”. Questa frase suona come quella pronunciata dall’astronauta Neil Armstrong quando, nel 1969, mise per la prima volta piede sulla Luna. 

Ma in che senso ha “twittato” con il pensiero? A primo impatto sembrerebbe una notizia proveniente da film o da un libro di fantasia ma questa storia è tutt’altro che fantascienza. Philip è riuscito a fare un post grazie ad un dispositivo che gli è stato impiantato nel cervello. Questo “nodo” è grande circa otto millimetri e poggia sulla corteccia motoria, ovvero l’area cerebrale che regola il movimento volontario. Grazie a questa avanzata tecnologia il soggetto può guardare uno schermo e, grazie ad una tastiera digitale, selezionare le lettere che gli servono per comporre una frase. Tramite un altro apparecchio installato nel petto, un algoritmo elabora i dati e li traduce in azione. In poche parole, la persona pensa alle lettere che vuole digitare, e un algoritmo agisce, traducendo pensiero in comando digitale. 

Phil ha dichiarato: “Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, sapevo quanta indipendenza avrebbe potuto restituirmi. Il sistema è incredibile, è come imparare ad andare in bicicletta: serve un po’ di pratica, ma quando inizi ad andare, diventa naturale. Adesso penso solo a dove voglio cliccare sul computer e posso mandare e-mail, gestire il mio conto, fare acquisti e ora inviare anche messaggi al mondo via Twitter”. Ragione e tecnologia hanno permesso ad un uomo paralizzato da anni, incapace di fare le cose reputate più semplici, di postare un messaggio e compiere azioni che fino a pochi mesi fa doveva, volente o nolente, delegare a qualcun altro. 

L’azienda che ha sviluppato la tecnologia con cui sempre più malati stanno riacquisendo parte della loro autonomia è la Synchron e questa interfaccia – sistema che permette di tradurre il pensiero in comandi digitali – si chiama Stentrode. I Tweet di Philip sono stati, infatti postati sul profilo di Thomas Oxley, CEO della casa produttrice, che ha descritto questo avvenimento come una vera e propria rivoluzione, ringraziando l’australiano della sua fiducia e collaborazione.

Davanti a malattie aggressive come la SLA, per le quali non c’è ancora cura, molte aziende di stampo tecnologico stanno cercando di alleviare le sofferenze che i malati sono costretti a provare ogni giorno. Questi disagi colpiscono ogni ambito della vita, persone adulte che soffrono di questo tipo di patologia non hanno possibilità di essere indipendenti e si devono affidare ad aiuti esterni anche per compiere le più piccole azioni. Tuttavia, grazie alla scienza e all’avanzamento tecnologico si stanno ricercando soluzioni parallele, chiaramente non sostituibili, a quelle mediche e anche solo permettere di postare un Tweet ogni tanto può cambiare il destino di una persona.

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Arienti Stefano

Arienti Stefano

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