I Baby boomerang non sono un gioco

In un articolo uscito ormai un mese fa, trattavamo della tendenza dei ragazzi facenti parte della Generazione Z di non volersi concentrare sulle relazioni amorose prima di aver trovato una stabilità economica (articolo: “Generazione Z: sei pronto a sistemarti”). Con il crescente costo della vita anche molti adulti, però, si trovano, sempre più spesso, a dover rinunciare ad una parte fondamentale della crescita: l’indipendenza.

Negli ultimi anni è dilagata, specialmente in negli Stati Uniti d’America e in Inghilterra, la tendenza a permanere o ritornare nell’abitazione dei genitori, rinviando l’abbandono di casa a quando le disponibilità economiche potranno permettere di vivere dignitosamente in autonomia. Sono stati, infatti, registrati diversi casi, nei paesi anglosassoni, di ragazzi che una volta usciti dal College non riuscendo a mantenersi, hanno deciso di fare ritorno dai propri genitori o dai propri cari, con l’idea di trovare nuovi equilibri e, solo dopo aver creato una base monetaria adeguata, lasciare nuovamente la casa di famiglia. Come afferma Joanne Hipplewith, terapista familiare presso l’Institute for Family Therapy di Londra: “C’è una tendenza a rimanere a casa più a lungo, perché tutto è così costoso”. Poter rimanere accanto ai propri famigliari è divenuta una risorsa per molti giovani, che grazie all’aiuto dei propri parenti, possono concentrarsi a pieno sullo studio o sulla ricerca di un lavoro ben retribuito. 

Quella dei “baby boomerang” è una dinamica in crescita ormai da dieci anni a questa parte, tuttavia, la pandemia e il conseguente lockdown hanno causato un aumento di casi vertiginoso. Secondo alcuni dati ricavati da un’analisi condotta dal Pew Research Center, nel luglio del 2020 il 52% dei giovani appena entrati nell’età adulta, risiedeva con almeno uno dei suoi genitori. Questa è la percentuale più alta registrata negli Stati Uniti dalla “Grande Depressione” degli anni ‘40. I dati sono impennati, non solo a causa dell’insicurezza economica che l’epidemia ha portato, ma anche perché coloro che avevano pianificato di partire e, quindi lasciare l’abitazione dei genitori, si sono trovati costretti a rivedere i propri piani e a rimandare l’uscita.

Il fatto di perdere la propria autonomia, dopo aver affrontato un percorso scolastico lontano da casa, porta in molti “giovani adulti” un sentimento di inadeguatezza e di ansia. Molti di loro si sentono regrediti a uno stato che pensavano di aver ormai superato da anni e questa dinamica spesso provoca un effetto a cascata: gli obiettivi della vita da adulto – matrimonio, figli e carriera – vengono tralasciati facendo sentire i “baby boomerang” ancora più indietro e ancora più in ritardo. Tuttavia, vi sono anche dei risvolti positivi in tale dinamica. Molti giovani si inseriscono, sempre più spesso, in ambiti lavorativi che ritengono significativi e importanti per la loro vita e per la loro formazione umana, piuttosto che accettare un lavoro ben pagato che però non gli corrisponde. In più, in diversi casi, i baby boomerang stanno sperimentando l’opportunità di solidificare il rapporto con i loro genitori e con i loro cari in una fase della vita in un cui, generalmente, tali relazioni sono le meno sviluppate. D’altro canto, anche a diverse famiglie descrivono questa dinamica in maniera positiva, guardando alla presenza del loro figlio adulto non come un peso ma come un’opportunità tutt’altro che scontata e necessaria.

Questa tendenza al ritorno potrebbe anche essere data dalla mancanza di fiducia e di intraprendenza delle nuove generazioni, che davanti alla mole di responsabilità richieste nel mondo lavorativo non si sentono sicuri dei propri mezzi e delle proprie capacità e quindi, piuttosto che rischiare e buttarsi decidono di fare un passo indietro, abbandonando la propria indipendenza in nome di una sicurezza destinata a tramontare. Ciò che è certo è che il costo della vita sta aumentando di anno in anno e non sembra volersi stabilizzare e che sempre più “bambini adulti” sentono il peso di questa insicurezza economica gravare sulle loro spalle e ciò li porta a cercare un luogo sicuro dove potersi sentire tranquilli, liberi e accolti. 

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Arienti Stefano

Arienti Stefano

Scopri altri articoli

Precedente
Successivo