Il lato psicologico della guerra tra Russia e Ucraina

Siamo abituati a considerare le conseguenze di una guerra, prima di tutto, dal lato economico e infrastrutturale. Come ci mostrano diverse immagini e testimonianze, il conflitto Russo-ucraino si sta riversando anche sui possedimenti dei civili, i quali si sono visti, prima, privati della libertà e, in secondo luogo, delle proprie abitazioni e dei viveri necessari per poter sopravvivere. Ma la guerra, e le sue conseguenze, porta anche a diverse problematiche psicologiche e sociali che molto spesso vengono dimenticate e poste in secondo piano. 

Il Consiglio esecutivo dell’Associazione nazionale di psicologia ucraino ha richiesto l’espulsione russa dalla Federazione europea delle associazioni di psicologi (EFPA). In tali situazioni, infatti, anche gli psicologi hanno una grande responsabilità e in particolar modo in questo drammatico caso vi sono state colpe anche della comunità psicologica russa. Possiamo notare, grazie a diverse testimonianze, come da parte dei “terapeuti” russi vi sia stato un forte sostegno a riguardo della propaganda attuata dal regime terroristico di Vladimir Putin. Molti soldati, nel corso degli ultimi mesi, si sono trovati ad essere dirottati psicologicamente dalla parte del Governo. All’interno delle loro menti, infatti, sono stati inculcati concetti inesistenti e malefici, come l’idea di dover denazificare e liberare una Nazione oppressa da ideali sbagliati. Le iniziative del Presidente Putin sono state presentate da molti psicologi russi come benefiche per la popolazione ucraina. La guerra è stata idolatrata e mostrata come unica via per liberare i propri vicini dall’oppressione occidentale. Questa corruzione psicologica viene dimostrata, in primis, dallo stupore espresso da molti soldati russi un volta arrivati sul territorio ucraino, ai quali era stato detto che sarebbero stati accolti come liberatori e salvatori, quando invece, sono stati, fin da subito, considerati come usurpatori dell’indipendenza. Al fuoco si è risposto con il fuoco e si è finiti per distruggere appartamenti, case, asili e ospedali.

La British Psychological Society (BPS) ha appoggiato la richiesta di espulsione degli psicologi russi dall’EFPA pur volendo ricordare che non tutti i colleghi di Mosca si sono inginocchiati davanti a Putin e alla sua iniziativa. La Presidente della BPS, Katherine Carpenter, ha infatti dichiarato: La decisione di sostenere l’espulsione della Russia dall’EFPA non è stata presa alla leggera, poiché sappiamo che anche molti dei nostri colleghi russi si opporranno fermamente alla guerra. Tuttavia, di fronte all’escalation del conflitto e alla crescente aggressione russa, per noi è di fondamentale importanza in questo momento sostenere i nostri colleghi in Ucraina”. A sostegno di ciò che ha detto Carpenter, un gran numero di scienziati e medici russi ha firmato una lettera con il fine di esprimere un totale dissenso e una forte preoccupazione a riguardo del conflitto, apostrofandolo come “ingiustificabile e irrazionale”. 

Per mostrare solidarietà ed aiutare al meglio delle proprie capacità la popolazione mondiale ed ucraina, diversi psicologi inglesi hanno pubblicato articoli e condiviso idee su come parlare ai bambini di guerre e conflitti, specificando che andare a sviare l’argomento non porta ad alcun beneficio effettivo. Per far sì che i bambini e i ragazzi in giovane età possano affrontare lo scontro con meno traumi e preoccupazioni eccessive possibili è importante ascoltare le loro perplessità e rispondere alle loro domande in modo chiaro, cercando di conferire loro una sensazione di sicurezza e di supporto emotivo e fisico. Un altro esempio di aiuto di carattere psicologico alla popolazione dell’Ucraina è il progetto di Sindhuaja Sankaran, psicologa sociale e fondatrice di Rethinking Refugees, che, tramite Twitter, ha formato un gruppo di psicologi volontari con il fine di dare supporto psicologico agli sfollati. 

La psicologia è un’arma potente che può portare a molti benefici nella vita delle persone, tuttavia, può essere sfruttata per inculcare idee e concetti maligni e sbagliati. Nella nostra vita sviluppiamo diversi modi per tutelarci dalle truffe e dalle menzogne che però spesso non bastano davanti a persone che si sono specializzate nello studio dei comportamenti umani e delle dinamiche mentali. Se le persone che dovrebbero aiutarci, delle quali inevitabilmente ci dobbiamo fidare, utilizzano questa fiducia per direzionarci verso qualcosa di sbagliato, la psicologia invece di essere un farmaco benefico, diviene il veleno più mortifero mai sperimentato.

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Arienti Stefano

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