Nessuno ha vinto l’ultima guerra e nessuno vincerà la prossima – Eleanor Roosevelt

La Guerra che si sta svolgendo in questi giorni tra Russia e Ucraina ha dell’incredibile. I maggiori studiosi di geopolitica, fino a pochi giorni fa, avrebbero giurato che uno scontro simile non si sarebbe mai andato a consumare, eppure è ormai da sei giorni che l’esercito di Vladimir Putin sta combattendo per le strade e le campagne della vicina Ucraina, da sempre sorella della Russia.

Per le piazze delle maggiori città di tutto il mondo si stanno tenendo manifestazioni pacifiche per chiedere la fine di questo assurdo conflitto. A Mosca, a San Pietroburgo e in altri paesi russi, la popolazione è scesa in strada a protestare contro la decisione del loro Presidente, ma ad aspettarli, nelle piazze, vi erano le forze armate in assetto antisommossa pronte a reprimere le manifestazioni e far tacere, come succede ormai da troppi anni, la voce del popolo. Questo scontro ha dell’incredibile perché non rispecchia una volontà cittadina, ma nasce dal volere di un unico uomo: Vladimir Putin. Le persone, tuttavia, davanti a questa “barbarie” – come la definisce Ursula von der Leyen – non stanno rimanendo in silenzio, da giorni nelle piazze svolazzano bandiere ucraine, camminano e urlano persone con disegnati simboli di pace con i colori della loro nazione sorella e si distaccano dal messaggio di odio e di follia lanciato dal Cremlino.

La guerra però sta continuando. Ogni giorno le vittime aumentano, da un lato e dall’altro, ed ogni volta che una vita umana si spezza è una sconfitta che non può essere risanata o ripagata. A differenza di ciò che aveva comunicato il Putin, l’offensiva russa non si è limitata a demilitarizzazione della Nazione, le truppe di Mosca non hanno attaccato unicamente le basi militari ucraine, bensì hanno coinvolto nel conflitto anche civili, tra cui donne e bambini. Il numero di morti è in continua crescita e, secondo i dati pubblicati dall’ONU, il numero degli innocenti che hanno perso la vita è pari 102 i civili, tra cui sette bambini, rimasti uccisi da giovedì. Mentre i feriti sono 304”. I rappresentanti delle Nazioni Unite hanno però comunicato che queste stime potrebbero essere sbagliate e, quindi, il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto. Il ministero della Salute di Kiev, domenica sera, ha parlato di oltre 1.600 feriti e almeno 352 vittime ucraine, ancora tutte senza un volto e prive di un nome. Come in ogni guerra, anche in questa i civili sono stati coinvolti, le immagini che circolano sui social in questi giorni mostrano villaggi distrutti, abitazioni rase al suolo, possedimenti e averi andati persi per sempre. Le case, all’interno delle quali le famiglie ucraine hanno vissuto, hanno formato ricordi e hanno passato del tempo prezioso, sono state abbattute e tutto ciò che è stato vissuto al loro interno sembra, davanti all’orrore bellico, perdere di senso. “Cosa abbiamo fatto noi per meritarci questo?”, in molti video girati nei quartieri rasi al suolo dalle bombe russe si sentono queste parole, o frasi simili, ma la guerra è la guerra e prima dei colpevoli saranno gli innocenti a doverla pagare.

Tuttavia, tale scontro non si sta combattendo unicamente sul campo, come scritto prima, la si sta affrontando anche nelle piazze, nelle quali vi sono stati, solo nei primi tre giorni, 1700 arresti di manifestanti russi che stavano protestando contro questo atto inumano. La si sta combattendo anche in via digitale: il 24 febbraio la “legione” – come si definiscono loro – degli hacker, identificati con il nome “Anonymous”, hanno dichiarato guerra al presidente Putin. In un video di quasi tre minuti caricato su Twitter, uno dei rappresentanti di questo gruppo ha dichiarato, riferendosi direttamente a Putin: “L’invasione in corso dell’Ucraina ha dimostrato che il vostro regime non ha rispetto dei diritti umani o l’autodeterminazione dei vostri vicini. […] Anche i cittadini che lei pretende di tutelare stanno protestando contro questa guerra in dozzine di grandi città in Russia. […] I membri di Anonymous hanno dichiarato guerra informatica contro il tuo regime, i siti web governativi sono stati messi offline negli ultimi giorni. Tuttavia, questo è solo l’inizio”. Il gruppo di hacker sta combattendo contro la propaganda russa, che mira a sminuire il conflitto. I telegiornali russi hanno iniziato a mostrare immagini fasulle in cui Kiev e le maggiori città colpite dalla guerra erano intatte, mostrando come l’offensiva non sia diretta verso la popolazione. Anonymous ha hackerato siti governativi, rendendo pubbliche informazioni segrete e ha impedito l’accesso al sito del Cremlino. In più è riuscito ad entrare all’interno della TV russa, impedendo la diffusione di immagini false: i canali ora trasmettono canzoni tipiche ucraine e foto delle città devastate dalla Guerra. Questa azione non eviterà a civili e militari di morire sul campo in questi giorni, ma servirà a sensibilizzare il popolo russo, altrimenti indottrinato dalla falsa propaganda pensata da Mosca.

Nessuno ha vinto l’ultima guerra e nessuno vincerà la prossima”: come mai prima d’ora questa frase, detta da Eleanor Roosevelt, sembra essere vera. Tra russi e ucraini è sempre esistito un rapporto di fratellanza. Vi sono molti scambi culturali e commerciali tra i due Paesi. Molti matrimoni e amicizie sono nati tra soggetti delle due Nazioni, tuttavia ora, i mariti si trovano a dover combattere contro la famiglia della moglie e mogli si ritrovano senza mariti, vittime di una guerra combattuta tra due popoli fratelli. Nessuno vincerà questa guerra perché viene combattuta contro uno specchio.

 

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Arienti Stefano

Arienti Stefano

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