Pervitin: la droga dei nazisti

Le metanfetamine sono sostanze droganti che i tossicodipendenti assumo sottoforma di polvere. Esse sono inodore e hanno effetti nocivi e molto forti sul sistema nervoso centrale. Esse possono essere fumate, inalate, ingerite oppure iniettate e causano un incremento dell’attività fisica e dell’attenzione, accompagnate da una forte sensazione di euforia con conseguente diminuzione dell’appetito e del bisogno di dormire. Tutto questo le ha rese la droga perfetta per l’esercito di Hitler.

Durante gli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, le case farmaceutiche tedesche iniziarono a sviluppare una nuova sostanza eccitante chiamata Weckaminen, con la quale si volle far concorrenza al Benzedrine reso fruibile ai soldati e civili americani. I nuovi farmaci di produzione tedesca derivavano tutti dalla Efedrina, ovvero una sostanza chimica con effetti dopanti. La produzione nazionale delle innovative medicine aveva come fine quello di rendere la Germania indipendente da importazioni estere e quindi accentuare l’autonomia del Paese guidato da Hitler.

Nel 1937 i chimici tedeschi del Terzo Reich sono riusciti a modificare e perfezionare il farmaco eccitante americano. Diversi test condotti dalle case farmaceutiche del Regime, dimostrarono l’efficacia militare e fisica di questa nuova sostanza, che venne messa sul mercato già dal 1938, con il nome Pervitin. Tale anfetamina andò a surclassare molte altre medicine stimolanti di quegli anni, tra le quali, appunto la Benzedrina Statunitense. Questa droga, anche a fronte di diverse critiche da parte della comunità scientifica di allora, venne consegnata e fatta assumere alle forze militari tedesche, ai soldati e ai generali per permettere loro di rimanere più concentrati in battaglia e sentire meno la fame e il bisogno di dormire.

Il 10 maggio del 1940, venne organizzato il Blitzkrieg, l’attacco lampo, con il quale Hitler aveva intenzione di conquistare la capitale francese. In meno di 45 giorni l’esercito del Reich riuscì a sfondare le difese francesi riuscendo a conquistare Parigi. In poco più di un mese 350 mila soldati guidati dal Fuhrer percorsero centinaia di chilometri e penetrarono la, fino ad allora, invalicabile Linea Maginot. Ciò che stupisce è il fatto che le truppe francesi erano molto meglio equipaggiate, avevano, per esempio, il doppio dei cannoni e combattevano su un terreno che conoscevano alla perfezione. Tuttavia, i tedeschi, drogati di Pervitin, riuscirono ad abbattere le difese francesi ed entrare nella capitale.

Le metanfetamine erano, quindi, una vera e propria arma. I soldati stremati e feriti potevano contare su un appoggio che gli altri eserciti non avevano. Certo, con il passare del tempo arrivarono i primi effetti collaterali che colpivano soprattutto il sistema nervoso centrale e che portava i soldati a richiedere queste droghe ai medici di campo anche in momenti in cui non erano necessarie. Secondo alcune testimonianze, il Pervitin salvò la vita a molti soldati tedeschi internati nei Gulag sovietici. Grazie a tale sostanza essi non percepivano la fame, il freddo, il dolore e alcuni, solo grazie a questa droga, riuscirono a lasciare questi campi vivi.

La guerra oscura tutto, la salute, sia mentale che fisica, della persona non contano più, ciò che è importante è la vittoria. Nella Germania nazista non si guardava al futuro delle persone si guardava alla performance, alle prestazioni e alla vittoria. E come in ogni guerra, chi paga le conseguenze a lungo termine delle azioni sono i civili e i soldati.

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Arienti Stefano

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