Un riassunto delle dichiarazioni internazionali sul conflitto russo-ucraino

Le Repubbliche del Donbass si sono rivolte alla Russia con una richiesta di aiuto. A questo proposito, ai sensi dell’articolo 51, parte 7 della Carta delle Nazioni unite, con l’approvazione del Consiglio della Federazione e in virtù dei trattati di amicizia ratificati dall’Assemblea Federale e di mutua assistenza con DPR e LPR ho deciso di condurre un’operazione militare speciale […] Chiunque cerchi di interferire con noi, e peggio di creare minacce per il nostro Paese, il nostro popolo, deve sapere che la risposta della Russia sarà immediata e vi porterà a conseguenze come non l’avete mai sperimentate nella storia. Cari compagni, i vostri padri, nonni e antenati non hanno combattuto per la Madrepatria affinché i neonazisti prendessero il potere in Ucraina. Avete giurato fedeltà al popolo ucraino e non alla giunta che deruba e tartassa il suo stesso popolo. Non seguite i suoi ordini criminali”.

Con tali parole, pronunciate durante la notte del 24 febbraio, il Presidente russo Vladimir Putin, ha dato il via libera alle forze armate russe di entrare nella regione del Donbass e avviare un’operazione di demilitarizzazione e denazificazione della Nazione Ucraina.

Le risposte da parte dei capi di Stato degli altri Paesi non si sono fatte attendere. Il Presidente americano, Joe Biden, ha dichiarato: “I Militari russi hanno dato il via ad un assalto brutale all’Ucraina, senza provocazioni, senza giustificazione, senza necessità, è un attacco premeditato, preparato da mesi. […] Putin è l’aggressore. Putin ha scelto la guerra e ora Lui e il suo Paese ne pagheranno le conseguenze.” Due giorni prima dell’effettiva operazione militare, il Presidente americano aveva intuito che Putin avesse l’intenzione di entrare, con intenti bellicosi, sul territorio ucraino. Le parole di Biden sono dure e non lasciano margini di interpretazione: “Continuiamo a credere che la Russia voglia andare oltre, voglia lanciare una vera e propria operazione militare contro l’Ucraina – continua dicendo – Spero di sbagliarmi, davvero lo spero ma […] non sarebbe la prima volta che la Russia attacca l’Ucraina. Potrebbe addirittura arrivare a marciare sulla capitale Kiev”. Queste le parole, profetiche, del Presidente americano, pronunciate il 22 febbraio.

Tuttavia, dall’America non arrivano ancora dichiarazioni di intervento militare, ci si vuole limitare a sanzioni pesanti, nella speranza che bastino a distogliere Vladimir Putin dalle sue “missioni di denazificazione e demilitarizzazione”.

Dure sono state, anche, le parole del Presidente del Consiglio Mario Draghi il quale ha dichiarato: “L’Italia condivide la posizione, più volte espressa anche dai nostri alleati, di voler cercare una soluzione pacifica alla crisi. Ho sempre pensato che qualsiasi forma di dialogo dovesse essere sincera e utile, ma l’esperienza di questi giorni mostra che le azioni del Governo Russo rendono questo dialogo, nei fatti, impossibile. L’Italia, l’Unione Europea e tutti gli alleati chiedono al Presidente Putin di mettere fine, immediatamente, a questo spargimento di sangue […] Con gli Alleati della NATO ci stiamo coordinando per potenziare le misure di sicurezza sul fianco Est dell’alleanza e stiamo rafforzando il nostro, già rilevante, contributo allo spiegamento militare in tutti i Paesi alleati più direttamente esposti”. Anche il Premier italiano ha, poi, citato sanzioni pesanti che verranno presentate al Governo di Mosca. L’intenzione rimane quella di trovare una via pacifica ma che porti Putin e la politica russa a tornare sui propri passi e a prendersi le responsabilità dell’accaduto.

Non solo l’Italia, ma l’Europa tutta sta esprimendo la propria solidarietà all’Ucraina e critica la decisione del Presidente russo. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Condanniamo questo barbaro attacco e gli argomenti cinici per giustificarlo e il Presidente Putin che sta riportando la Guerra i Europa, in queste ore buie. […] Siamo di fronte ad un’aggressione senza precedenti da parte della leadership russa contro uno Stato sovrano ed indipendente. L’obiettivo russo non è solo il Donbass, non è solo l’Ucraina, l’obiettivo è la stabilità in Europa e l’interno ordine di pace internazionale e riteniamo il Presidente Putin responsabile di questo. Presenteremo un pacchetto di sanzioni massicce e mirati ai leader Europei per l’approvazione. Con questo pacchetto ci rivolgeremo a strategici settori dell’economia russa, bloccando il loro accesso a tecnologie e ai mercati che sono fondamentali per la Russia. Fermeremo l’accesso delle banche russe ai mercati finanziari europei”.

L’Europa, l’America e la NATO non vogliono entrare in guerra, non vogliono permettere altri spargimenti di sangue inutili. Le persone che stanno morendo, che stanno perdendo la casa e famigliari, stanno affrontando tutto a causa di un’ideologia personale del Presidente Putin. Gran parte della Russia, infatti, non vuole questa guerra, non sente che questa “missione” sia condotta per proteggere il popolo russo ma sia unicamente un atto ingiustificabile e barbaro ai danni di una Nazione libera e sovrana. 

 

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Arienti Stefano

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