Le esercitazioni militari occidentali prima del conflitto russo-ucraino

L’invasione in Ucraina è stata condannata da tutto l’Occidente, un atto di guerra impensabile e inaccettabile verso uno Stato sovrano come quello ucraino. Le morti e i profughi rischiano di trasformare il territorio di Kiev nella nuova Siria e la Russia nella nuova Corea del Nord, isolata dal mondo e concentrata esclusivamente alla propria dimostrazione militare. Tutto il mondo è in ginocchio, confuso dall’invasione di Mosca e in crisi economica per l’assenza di gas, dichiarando mediaticamente il suo supporto nei confronti della popolazione ucraina. Ma perchè, “di punto in bianco”, Putin ha deciso di attaccare questo territorio? La NATO e l’Occidente hanno qualche “colpa”? La risposta a questa domanda, negli scorsi giorni, ha portato a condanne ed insulti sui social verso esperti, professori o storici, che hanno evidenziato il “momento sbagliato” di inserimento della NATO, la sua storica pressione territoriale e, soprattutto, le continue esercitazioni militari svolte nei territori limitrofi la Russia. 

Giovedì 5 agosto 2021, la Marina dell’Ucraina e l’ufficio stampa della Marina di Kiev ha annunciato che nel Mar Nero ha avuto inizio l’esercitazione “Dive-2021”, alla quale parteciperanno le forze navali di Georgia, Bulgaria, Azerbaigian, Stati Uniti e Romania. Verranno svolte, nel corso di una settimana, operazioni militari antimina e discese subacquee, servendosi di attrezzature di ultima generazione e con il supporto della nave di ricerca e soccorso della Marina ucraina e del compenso idrografico dell’imbarcazione delle Forze navali della Romania. Precedentemente queste operazioni, dal 28 giugno al 10 luglio, Stati Uniti ed Ucraina hanno guidato congiuntamente le esercitazioni militari della NATO “Sea Breeze 2021”, sempre nel Mar Nero e coinvolgenti 17 Paesi membri, 32 navi da guerra e oltre 5000 soldati. Entrambe le operazioni, hanno portato alla dichiarazione contraria da parte della Federazione Russa, ammettendo come il Mar Nero si stia lentamente trasformando in una “zona di pericoloso scontro militare”, a causa delle sempre più frequenti esercitazioni della NATO nel corso dell’anno. 

Gli analisti russi hanno osservato che, mai prima d’ora, non era stata registrata una partecipazione così elevata di truppe e attrezzature belliche nelle esercitazioni militari e soprattutto vicino ai confini russi. L’ampio riscontro e il valore attribuito dagli Alleati al concetto di libero accesso marittimo alle acque internazionali, come spiegato dal capitano della US Navy Kyle Gantt, si è andata a scontrare con lo storico timore russo della Guerra Fredda di invasione e assedio occidentale. A peggiorare il quadro – e ad aumentare le tensioni che oggi hanno portato alla guerra – sono state le manovre militari in concomitanza con l’Ucraina svolte dalla NATO: per Kiev queste esercitazioni permetteranno di coadiuvare le proprie forze armate con quelle dell’Alleanza, avvicinandosi sempre più ad una possibilità di adesione e di alimentare il proprio distacco da Mosca. 

La Russia ha risposto, e lo ha fatto nella maniera più devastante possibile. Un primo avvertimento avvenne già nel dicembre 2021, con la dichiarazione del Ministero della Difesa della Federazione Russa dell’inizio di esercitazioni militari su larga scala in Crimea e nella regione meridionale di Krasnodar. Le continue tensioni e la permanente resistenza occidentale nei territori limitrofi ha “stancato” il vecchio caro Putin, che ha deciso di invadere il territorio ucraino senza pensarci due volte. La risposta della NATO? Il 12 marzo ha annunciato l’inizio dell’operazione “Cold Response 2022”, la più grande esercitazione dell’anno per dimostrare la capacità di soccorso, se necessario, ai Paesi nordici, che coinvolgerà circa 30mila soldati, 200 aerei e 50 navi provenienti da 27 Paesi.  Nonostante i vari ministri affermino il “carattere puramente difensivo”, sicuramente questa operazione non farà contenta la Russia e Putin, sempre più nostalgico del passato e dell’antica forza dell’Impero Sovietico. Chissà se punterà alla conquista degli ex territori sovietici; e chissà se queste operazioni non siano solamente un incentivo per il dittatore.

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Arienti Stefano

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